Nemmeno una cerimonia di commiato, in silenzio, senza fare rumore. Quasi una fuga quella degli
uffici e dei laboratori dell’Azienda Sanitaria Provinciale che vengono trasferiti, smembrati, suddivisi e
ridistributi in altre aree della provincia, lasciando Villa San Giovanni sguarnita.
Dopo oltre 10 anni da un accordo mai rispettato, siglato dal sindaco dell’epoca, La Valle, che aveva
concesso a titolo gratuito la struttura dell’ex carcere di via Belluccio all’ASP, senza che alcuno mai
avesse da contestare quell’accordo-capestro per la città, continua il processo lento e inesorabile, che
avviene senza alcun intervento da parte dell’amministrazione comunale che pure si era spesa
grandemente per affermare la vicinanza alla popolazione locale, sino al punto da affidare all’assessore
Mariagrazia Melito, quindi una donna e con una sensibilità che avrebbe dovuto essere più intensa.
Ad oggi tuttavia non si è sentita la forte propria indignazione che dovrebbe pervadere lei, come tutta
l’amministrazione comunale, né durante il processo decisionale né tantomeno oggi che la città di Villa
San Giovanni viene espropriata anche del servizio veterinario e soprattutto del Consultorio Familiare,
mentre vengono depotenziati gli altri pochi servizi rimasti, compromettendo gravemente la
funzionalità di servizi essenziali offerti alla comunità.
Oggi siamo testimoni dell’impossibilità di programmare e costruire percorsi che pure erano stati
intrapresi, a causa dell’ennesimo atto di espropriazione di servizi fondamentali per la salute e il
benessere dei cittadini di un vasto comprensorio. E la loro rimozione rappresenta un danno per la
comunità che, mentre viene blandita da forze politiche e sociali si risveglia non tanto e non solo più povera ma decisamente più isolata su un tema fatale per la cura e salute di tutti gli esseri senzienti.
Se non ora quando? E’ questo il momento nel quale occorre chiamare a raccolta la Comunità e tutte
le persone, i gruppi e le istituzioni per chiedere con forza che l’amministrazione comunale intervenga
finalmente e immediatamente per fermare un atto esiziale di ingiustizia e garantire la continuità dei
servizi sanitari. È imperativo che i nostri laboratori rimangano operativi e accessibili a tutti i cittadini
di Villa San Giovanni. Non possiamo permettere che le nostre comunità vengano privata di risorse così che incidono sulla vita e sulla salute delle persone e degli animali.
VILLA SAN GIOVANNI Codacons: nemmeno una cerimonia per salutare i servizi che se ne vanno
